Sito Ufficiale della Democrazia Cristiana Mesagne: Se Milano “raddoppia”, evitiamo almeno che Brindisi faccia “autogol”!
 
 
giovedì 31 gennaio 2008
Se Milano “raddoppia”, evitiamo almeno che Brindisi faccia “autogol”!
Nell´operazione verità sui conti della sanità che porta dritto dritto all´aumento di Irap, addizionale Irpef e accise sui carburanti, spuntano le cifre del disavanzo: Il deficit da risanare difficilmente sarà inferiore ai 200-230 milioni, dall'apertura di reparti in tutta la Puglia all'aumento delle strutture accreditate. La spesa galoppa ogni anno tra il 5 e il 7 per cento che il fondo nazionale non copre, 77 milioni in più alle cliniche private, solo l´aumento del 20 per cento delle tariffe ai laboratori privati rispetto a quelle nazionali, rischia di provocare un debito fuori bilancio superiore ai 20 milioni di euro. In questi giorni mi hanno colpito due notizie di stampa riguardanti la sanità. La prima proveniva da Milano ed annunciava che l’Istituto Europeo di Oncologia, fondato e diretto da Umberto Veronesi, sta per “raddoppiare”, sta cioè per costruire un nuovo stabile delle stesse dimensioni di quello originario. L’altra l'accreditamento, da parte della Regione Puglia, di una clinica fantasma, così come riportano i giornali, il centro di riabilitazione della "Kentron" una clinica di Putignano, l´autorizzazione è arrivata il 24 dicembre con una delibera dirigenziale, una settimana prima che scadesse il termine per il passaggio dei nuovi centri, provvisoriamente accreditati. Le date sono importanti.
Prima delle elezioni furono avanzate varie proposte tra cui quella della creazione di un istituto oncologico; qualche anno prima Albano Carrisi annunciò un accordo con l’ospedale San Raffaele di Milano che andava nella stessa direzione. La struttura l"Istituto Oncologico Mediterraneo" ideata con don Luigi Verzé del San Raffaele di Milano doveva sorgere a Cellino San Marco, l'artista donò i terreni alla fondazione, nove ettari di suolo, vicino alla tenuta di famiglia, la fondazione San Raffaele provvedeva a tutto il resto, mancava e manca solo il benedetto acceditamento da parte della Regione Puglia, che ha fatto scelte diverse.
Secondo stime pubblicate qualche mese fa il 40% dei ricoveri oncologici dei brindisini avvengono fuori AUSL e di questi un terzo circa fuori regione. Se si considera che la nostra AUSL perde ogni anno il 10% del suo budget, cioè 50 milioni, per le cure effettuate dai residenti al di fuori delle sue strutture (la media regionale è del 6%) e di questa somma buona parte riguarda le cure oncologiche, ben si comprende che il problema dovrebbe vedere convergere una fattiva attenzione di amministratori, operatori, rappresentanti istituzionali, dei lavoratori e degli imprenditori. Il fenomeno della “migrazione sanitaria” oltre ad impoverire il nostro Servizio Sanitario Regionale, pubblico e privato, rendendone difficile la crescita e l’ammodernamento incide negativamente anche sul reddito delle nostre famiglie che sono costrette a migrare insieme ai ricoverati. Si tratta quindi di un importante problema politico.
Oggi, dopo tanti anni, ci ritroviamo a Brindisi ancora senza la degenza di oncologia medica.
Se Milano “raddoppia”, evitiamo almeno che Brindisi faccia “autogol”!
posted by segreteria Dc @ 19:12  
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