Sito Ufficiale della Democrazia Cristiana Mesagne
 
 
mercoledì 25 novembre 2009
La DC propone un'Allenza di Centro per Mesagne

Quali scenari e quali forze in campo si candideranno il prossimo marzo 2010 alla guida della città? Al momento, molti dubbi e poche certezze. Non ci soffermiamo sulle ragioni che hanno portato alla disfatta del governo Incalza, tuttavia la Democrazia Cristiana ritiene poco percorribile una riproposizione della coalizione di governo uscente, specie alla luce delle tensioni fra i vari patners di maggioranza fin dall’inizio dell’avventura amministrativa.
Ne', d'altra parte, l’avverso schieramento offre alcuna garanzia, se non altro di stabilità, vista la frattura tra sinistra radicale e PD, formazione politica che peraltro ha rimandato qualsiasi decisione su eventuali alleanze al dopo-congresso cittadino.
Siamo consapevoli che sarà molto difficile coinvolgere i cittadini in questa nuova avventura elettorale, sicuramente l’instabilità governativa genera insicurezze e timori per il futuro. Ora però, abbiamo tutti il dovere morale di impegnarci per dare alla città un governo stabile affinché possa lavorare con continuità e serietà.
Noi democratici cristiani, riteniamo che davanti a queste difficoltà si abbia il dovere di trovare strade alternative, ed indichiamo e proponiamo una terza via, una grande alleanza di centro. Ciò sarà possibile se riusciremo ad aggregare forze moderate e popolari capaci di ridare dignità alla politica nel suo valore più alto che si sostanzia nel garantire servizi ai cittadini. Abbiamo bisogno di motivare donne, uomini, giovani attraverso la realizzazione di una politica attiva e concreta. Giorgio La Pira, figura d’eccellenza della DC degli anni ’70 diceva che “la politica è la guida dei popoli, una responsabilità immensa, un severissimo servizio”.
Nel tentativo di realizzare questo progetto - che ha già incontrato la disponibilità di personalità politiche locali favorevoli a sostenerci attraverso proprie liste civiche- stiamo anche procedendo ad incontri con altre forze politiche moderate che condividono il bisogno di uscire fuori da schemi ormai logori.
Riteniamo che una comunità abbia bisogno soprattutto di servizi che rendano la vita più serena, con la consapevolezza di avere un governo cittadino sensibile ai bisogni di sicurezza, salute, verde urbano, viabilità, scolarizzazione, economia e lavoro.
Ci ripromettiamo, dunque, di scrivere un progetto centrista per la città, proporlo al paese e confrontarlo con le altre forze politiche. I cittadini saranno informati, nella massima trasparenza, di quali saranno i nostri obiettivi sia di partito sia di coalizione e quindi decidere a ragion veduta.

Il portavoce della DC
Antonio Calabrese
posted by segreteria Dc @ 17.33  
sabato 21 novembre 2009
DC – Costituito l’Ufficio Politico Provinciale

La segreteria provinciale della democrazia cristiana di Brindisi durante una riunione provinciale tenutasi nei giorni scorsi, sotto la direzione del Commissario politico provinciale Rag. Rocco Colucci, attesa la necessità di coordinare al meglio le molteplici attività inerenti l’azione politica del partito, non ultimo l’impegno elettorale che vedrà impegnata la DC nelle prossime elezioni regionali e amministrative ed in prospettiva anche dell’imminente “stagione congressuale”, ha istituito l’ufficio politico provinciale, organismo che di concerto al già citato Commissario Provinciale, porrà le basi per gli importanti appuntamenti che vedranno il Partito stesso impegnato. La necessità della formazione di tale organismo è stata sollecitata dal Commissario Provinciale Colucci e condivisa da tutti segretari/commissari cittadini della provincia. Tale organismo è cosi composto: componenti di diritto sono: Rocco Colucci, in qualità di Commissario politico provinciale, Cavallo Giuseppe, Tanzarella Alberto, Valente Vincenzo, in qualità di consiglieri comunali rispettivamente di Francavilla Fontana, Ostuni e San vito dei Normanni, Marinò Ernesto in qualità di Assessore Comunale del comune di San Vito dei Normanni, Clarizio Antonio in qualità di Componente della Direzione Nazionale. Componenti nominati sono: Calabrese Antonio (DC Mesagne), Vitale Nicola (DC Ceglie Messapico), Cavallo Gianfranco (DC Francavilla Fontana), D’errico Piero (DC San Vito dei Normanni), Tafuro Raffaele (DC Brindisi), Argese Ottavio (DC Erchie).
Su proposta del Commissario Provinciale ed alla unanimità dei presenti nella riunione in parola, è stato poi nominato Coordinatore Organizzativo del neonato organismo il portavoce della DC di Mesagne Antonio Calabrese.
Nei prossimi giorni sarà fissata la data della prima seduta operativa.
posted by segreteria Dc @ 0.39  
martedì 10 novembre 2009
Commento sulla sentenza della Corte Europea di Strasburgo sulla rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche


Noi riteniamo doveroso che una forza politica di ispirazione cristiana dimostri tutto il suo disappunto per questa inutile decisione.
I principi fondanti di tante costituzioni europee hanno recepito l’essenza della dottrina sociale della chiesa. Il crocifisso non rappresenta, dunque solo un simbolo della cristianità ma una icona della nostra cultura, una cultura di pace, fratellanza e solidarietà fra le genti, valori che sono alla base della civile convivenza dei popoli.

Vogliamo riportare il comunicato stampa del Segretario Nazionale, On. Giuseppe Pizza all’indomani della sentenza della corte europea:


Roma li, 04 nov. ’09



“Pensare di difendere o di preservare la laicità attraverso la rimozione del Crocifisso dalle scuole rappresenta un vero e proprio delirio culturale.
La Croce Cristiana è il simbolo della religione cattolica ma è oggi connaturato all’idea di fratellanza, di solidarietà, di uguaglianza e all’idea dell’ inviolabilità dei diritti della Persona. Valori radicalmente incarnati nell’antropologia culturale e identitaria italiana ed europea.
Pertanto la Sentenza della Corte di Strasburgo appare un inutile ed insignificante accanimento di stampo laicista, relativista e nichilista che respingiamo al mittente con forza e determinazione.”
posted by segreteria Dc @ 23.11  
venerdì 6 novembre 2009
atto ufficiale di reintegra a commissario cittadino di Alberto Destino
posted by segreteria Dc @ 22.56  
venerdì 30 ottobre 2009
Comunicato del Commissario politico di Mesagne Alberto Destino

Ad integrazione del comunicato del commissario provinciale Il commissario politico Alberto Destino precisa che vi è stato un chiarimento con il commissario provinciale Rocco Colucci (solo malintesi e fraintendimenti) in merito a tutta la vicenda che vedeva la DC non invitata in quel consesso perché fuori dalla maggioranza, quindi non si voleva e non si poteva avanzare alcuna richiesta in quella sede; gli inviti erano stati infatti rivolti, dall’organizzatore dell’incontro vice sindaco Damiano de Punzio, solo alle forze politiche ancora in maggioranza e ai rispettivi consiglieri. Nel chiarimento con il commissario provinciale Alberto Destino ha spiegato le ragioni della linea politica della DC di Mesagne che dunque rimane quella ufficiale sin qui sostenuta che tuttavia non precludeva la possibilità di una successiva collaborazione con il centro-destra laddove vi fossero state alcune fondamentali condizioni politiche. Tale posizione doveva essere riportata nella stessa riunione del 28 ottobre dal coordinatore del PDL Antonio Bardaro in seguito all’incontro bilaterale tenuto la sera del 27 fra le due delegazioni. La nota che doveva essere letta e che esplicita l’unica posizione ufficiale del partito e qui di seguito riportata:
“La democrazia Cristiana in seguito all’incontro ufficiale tenuto lunedì sera nella sede del PDL fra le delegazioni dei due partiti, un incontro franco e proficuo che ha offerto la possibilità di analizzare la situazione politica mesagnese alla luce delle dimissioni del Sindaco Incalza, vuole offrire un suo contributo alla discussione di questa sera attraverso questa nota ufficiale; tale nota vuole sgombrare il campo da qualsiasi forzatura che potrà aver inquinato il nostro pensiero ufficiale sull’intera vicenda.
La posizione della DC è nota, le ragioni che hanno portato ad un nostro recente disimpegno sono di natura politica e programmatica, politica in quanto si volle rappresentare il disagio di un partito estromesso senza giusta causa dal governo della città e programmatica in merito a specifici punti del programma disattesi che il partito riteneva importanti per la città e su cui quindi sensibilizzava l’amministrazione all’azione; tuttavia si aggiunse nel comunicato che eravamo disponibili ad un dialogo-confronto ripartendo dal programma contratto nel 2008.
Non si può sottocere che la situazione, purtroppo, era in bilico sin dalla nascita di quest’amministrazione. In verità sarebbe bastato un maggior senso di responsabilità da parte di tutti, consiglieri di maggioranza e forze politiche; avremmo avuto bisogno di una quadra più coesa e consapevole che bisognava affrontare le difficoltà facendo quadrato, correggendo gli errori in corso d’opera e non sfilacciarsi come purtroppo è accaduto, tutto ciò è storia risaputa. Ora, a nostro avviso, bisogna guardare avanti con grande senso di responsabilità, e le forze politiche se ne devono far carico. Dal nostro punto di vista riteniamo solo due le strade percorribili, la prima comporta un azzeramento tout court dell’attuale scenario, un azzeramento di giunta, un azzeramento delle liti, dei rancori, dei dissapori, di qualsiasi pregiudizio nei confronti di partiti o attori politici che sono espressione degne di fette di elettorato.
Ognuno dovrà fare la sua parte dialogando con propositi costruttivi per il bene della città. Come si è pocanzi detto, le forze politiche devono prendere in mano il timone per meglio governare tale situazione.
A nostro avviso bisognerebbe ritrovare lo spirito costruttivo che ci ha unito nel 2008 e non soffermarsi su quello che al momento ci divide. Dunque un nuovo patto di coalizione che possa ricompattare l’intera squadra e indicare l’agenda delle priorità per l’intera legislatura. In questo scenario, se ci sarà richiesto saremo disponibili a dare il nostro contributo; se questo potrà avvenire avremo reso un grande servizio al paese, all’intera comunità.
L’altra strada, a nostro avviso inevitabile, è quella della rimessione del mandato in mano agli elettori constatata l’impossibilità di un accordo”.

Il commissario politico
Alberto Destino
posted by segreteria Dc @ 22.43  
giovedì 29 ottobre 2009
Nota del Commissario politico provinciale del 28 ottobre 2009
Nella serata di mercoledì 28 Ottobre u.s. Il Commissario Provinciale di Brindisi Rocco Colucci durante un incontro del partito tenutosi presso la locale sede, ha comunicato l’esito della riunione del centro-destra mesagnese svoltosi il 27 ottobre nella sede del PDL presenti i consiglieri di maggioranza e le forze politiche, in cui è intervenuto, in delegazione, insieme al già assessore Giovanni Guarini ed in cui avrebbe auspicato anche la presenza del commissario cittadino Alberto Destino. Considerato che dalla stessa riunione non è emersa la più remota possibilità di una mediazione per una ricomposizione dell’amministrazione comunale, considerava pertanto esaurito il commissariamento ad interim della locale sezione DC di Mesagne ripromettendosi di ripristinare, nei prossimi giorni, la situazione ex ante rinnovando al Sig. Alberto Destino la massima fiducia.

Il commissario politico provinciale
Rag. Rocco Colucci
posted by segreteria Dc @ 22.38  
mercoledì 28 ottobre 2009
COMMISSARIATA LA LOCALE SEZIONE DI MESAGNE
posted by segreteria Dc @ 10.11  
lunedì 26 ottobre 2009
Ipotesi ribaltone negazione della sovranità popolare


La ventilata ipotesi di un ribaltone, prospettata sugli organi di informazione locali in questi giorni ci costringe ad intervenire in questa fase di crisi politica cittadina allo scopo di dichiarare tutta la nostra contrarietà a questa ipotesi scellerata. in questa fase il nostro partito, non vuole entrare della bagarre della crisi politica, ci limitiamo ad osservarne gli sviluppi ed esser pronti, semmai, a commentare gli scenari che si potranno determinare all’indomani della stessa; nemmeno ci permettiamo di dare consigli a nessuno tanto meno al primo cittadino, ma riteniamo opportuno rappresentare la nostra posizione di sconcerto laddove si dovesse passare dai fantasiosi racconti giornalistici alla realtà. L’ipotesi del ribaltone così come è stata prospettata rappresenterebbe uno schiaffo alla democrazia al concetto più alto di essa cioè la sovranità popolare. L’unico strumento di cui Il cittadino dispone per poter esercitare il suo ruolo sovrano è quello del voto ed il ribaltone rappresenterebbe la negazione di tale diritto. Non si può tollerare che si possa avallare una scelta che non sia dettata dal mandato che gli elettori hanno affidato alle forze politiche. Se queste non riusciranno a mandare a termine il loro compito sarà il popolo che detiene, secondo l’art. 1 della nostra costituzione, la sovranità, ad indicare le forze che dovranno subentrare. Uno stato d’emergenza può essere tollerato se non per brevi periodi; un governo a termine che possa evitare il commissariamento e che porti il paese, con senso di responsabilità, verso nuove elezioni.
Una delle ipotesi più fantasiose ed imbarazzanti e la prospettata riesumazione di personaggi che sono stati bocciati in modo inequivocabile dai cittadini e che potrebbero rientrate in gioco grazie ad accordi di palazzo. A nostro avviso bisogna avere il senso della misura anche quando si parla di fanta-politica. Nulla di personale contro nessuno ma la riabilitazione politica deve passare solo attraverso il voto popolare. Appaiono, invece, più responsabili le dichiarazioni ufficiali del partito democratico, rilasciate dall’Avv. Molfetta, che ritiene possibile sono un ipotesi di collaborazione a termine fino a Marzo 2010.
La situazione mesagnese, purtroppo era in bilico sin dalla nascita di quest’amministrazione. In verità sarebbe bastato un maggior senso di responsabilità da parte dei consiglieri di maggioranza, avremmo avuto bisogno di una più squadra coesa e consapevole che bisognava affrontare le difficoltà facendo quadrato, correggendo gli errori in corso d’opera e non sfilacciarsi come purtroppo è accaduto. Anzi c’è chi ha usato il proprio bastone per chiedere maggiore visibilità, c’è chi pensando al proprio passato dietro ad una cattedra si poneva al di sopra degli altri impartendo nostalgicamente “lezioni”, chi, entrando dalla finestra, ha occupato lentamente ma inesorabilmente posizioni dominanti all’interno del palazzo ecc. un Primo Cittadino, dunque, che alla fine ha dovuto rassegnare le proprie dimissioni constatata l’incapacità di governare una tale situazione.
Noi, tuttavia, speriamo che il Sindaco ritrovi ancora la giusta rotta all’interno della coalizione di centro-destra, coinvolgendo tutte le forze che hanno reso possibile la sua elezione, richimandoli al loro senso di responsabilità davanti al paese che ha avuto fiducia in loro. Il miracolo si potrebbe compiere grazie al buonsenso di ognuno, fare un passo indietro per farne insieme dieci in avanti. Vi è bisogno di un nuovo patto di coalizione, che tenga conto del programma contratto nel 2008 in parte disatteso. I cittadini aspettano risposte in breve tempo, abbiamo lavoratori precari che rischiano il licenziamento, una città in sofferenza da un punto di vista ambientale, quartieri che si sentono abbandonati e che chiedono di essere maggiormente coinvolti nelle scelte che li riguardano, operatori commerciali che chiedono di essere più tutelati davanti all’inesorabile espansione dell’area commerciale della zona industriale. Tutti temi che devono essere affrontati con urgenza. Noi democratici cristiani che “ovviamente” crediamo nei miracoli aspettiamo fiduciosi gli eventi futuri.
posted by segreteria Dc @ 14.41  
sabato 12 settembre 2009
La DC esce dalla maggioranza di centro-destra


Dopo una riunione urgente del direttivo tenuta il 10 Settemre 2009 la Democrazia Cristiana ha diramato il seguente comunicato:
In occasione del prossimo incontro di maggioranza che si terrà sabato 12 c.m. la DC, invitata a partecipare, è pronta a comunicare la propria decisione di disimpegno dalla maggioranza di centro-destra. La decisione è giunta a seguito di una meditata e lunga riflessione in seno al partito iniziata all’indomani della verifica di maggioranza. In quella circostanza la DC diramò un suo comunicato stampa nel quale esprimeva forti critiche sulle modalità con cui si era affrontata la crisi politica e ancor più su come questa si era conclusa.
Le maggiori perplessità che si rappresentarono riguardarono le giustificazioni addotte per effettuare questo famoso rimpasto. Si parlò di problemi di incompatibilità caratteriali, di mancanza di collegialità, insomma giustificazione fumose che poco avevano a che fare con la politica reale. Il sindaco aveva invece dichiarato sia in pubblico che in privato, che non poteva assolutamente lamentarsi su come i suoi assessori, nessuno escluso, stavano lavorando tanto e bene per mettere a frutto il programma di legislatura contratto con tutte le forze politiche di centro-destra. Alla luce di queste considerazioni ci aspettavamo dal Sindaco dei chiarimenti sia sulle reali ragioni che resero necessario questo ricambio governativo e che portarono, di fatto, alla sfiducia del nostro rappresentante in giunta e sia sul ruolo che il nostro partito doveva avere all’interno di questa maggioranza ritenendo, dal nostro punto di vista, ingiustificata la fuori uscita dal governo della città considerata la nostra sempre piena disponibilità a collaborare con l’amministrazione sin da quando abbiamo scelto di sostenere con forza la candidatura di Enzo Incalza, una scelta convinta che doveva andare nella direzione del cambiamento radicale, della discontinuità con il passato e fino al giorno in cui il Sindaco constatò l’impossibilità di continuare l’esperienza di governo viste le prese di posizioni dei consiglieri ribelli (grassi, andriola, marrazza). Poi, come tutti sappiamo, l’accordo in extremis con l’MPA fece il “miracolo”.
Ad oggi però, da parte del Sindaco, un lungo rumoroso silenzio che è stato rotto solo da un invito alla riunione di maggioranza a Villa Aurelia, recapitatoci, fra l’altro, in maniera molto rocambolesca. Noi riteniamo che avremmo meritato maggiore rispetto e considerazione sia in funzione del fondamentale apporto che il partito ha dato all’alleanza di centro-destra per la vittoria elettorale e sia perché, visti gli ultimi risultati elettorali, siamo la seconda forza di centro-destra di questa città.
In tempi non sospetti noi dichiarammo che se la DC avesse ritenuto insufficienti le ragioni di una sfiducia nei confronti del nostro rappresentante in giunta con coerenza e lealtà partigiana ci saremmo considerati fuori dalla maggioranza; dunque, tenuto conto anche degli ultimi eventi noi crediamo sia giunto quel momento; un passaggio politico che facciamo con molta serenità convinti che sia utile a tutti.
È stata una esperienza importante tanto più perché fatta all’interno del centro-destra che rimane per noi sempre il nostro punto di riferimento. Tuttavia, oggi, non ci riteniamo rappresentati da questo centro-destra! In questo prima fase di legislatura, abbiamo cercato di dare il nostro contributo, cercando di stimolare l’intera amministrazione nell’azione di governo. Per nostro conto, molti dei punti programmatici indicati dal Sindaco nelle dichiarazioni rese in C.C. , il 10 luglio 2009 e a cui tenevamo maggiormente, sono stati disattesi; solo per fare un esempio, quando il sindaco affermava: ” il Turismo non riesce a decollare come valore aggiunto all’economia locale; alla Cultura viene lasciato un ruolo del tutto marginale..” .ciò presupponeva uno sforzo finanziario che andasse nella direzione di un rilancio di quelle attività. Purtroppo però quei settori sono stati i più penalizzati nel bilancio preventivo 2009. Abbiamo una città che fa fatica a risolvere il problema dei rifiuti e quartieri che si sentono abbandonati e che lamentano un lento ma inesorabile degrado ambientale.
Non vogliamo buttare via tutto ciò che di buono è stato fatto, ma dobbiamo denunciare che in molte occasioni è mancato il coraggio di agire in modo più radicale. Noi in questo nuovo ruolo, all’interno dello scenario politico cittadino, sicuramente non avremo un atteggiamento preconcetto nei confronti dell’amministrazione in carica, ma saremo pronti a esprimere le nostre critiche e proporre soluzioni! Rimaniamo sempre pronti a dialogare con l’attuale amministrazione, specie per ciò che attiene alla realizzazione del programma contratto nelle elezioni amministrative del 2008, ma al di fuori della maggioranza ci sentiamo politicamente più liberi e vicini alla nostra gente che ci chiede maggiore impegno per una più convinta inversione di rotta. Su quello noi vogliamo puntare; l’obiettivo è cercare di costruire un progetto che possa coinvolgere non solo altre forze politiche ma tutti i settori della società civile desiderosi di dare un contributo importante per una vera rinascita economica e culturale della nostra città!
posted by segreteria Dc @ 8.39  
giovedì 3 settembre 2009
Incalza fa sentire la sua voce, finalmente!
Il Sindaco Vincenzo Incalza, nell'occhio del ciclone fin dal suo insediamento, prende carta e penna, e scrive: “Ormai non si guarda più alla bontà dei programmi ed alla loro realizzazione e ci si perde dietro alla disquisizione dei termini “manutenzione” invece che “ristrutturazione” degli edifici scolastici. Si contesta l’affidamento dell’incarico di rifacimento della villa comunale insistendo su compensi che nessuno si è mai sognato di elargire; si tende ad insinuare il tarlo del non legittimo, non lecito, inconcludente, senza entrare nel merito e nella realtà dei fatti”.
“Io vedo, sento ed opero. Mi devo solo fare coraggio e continuare perché continuando so bene quello che faccio”.
“Le voci che circolano in città sono molte e spesso sono senza alcun fondamento. Dicono che in comune non comando io, che sarei stupidamente telecomandato, che sono troppo buono e permissivo. Chiacchiere, parole. Io so quello che faccio e molti impiegati comunali se ne sono accorti. Fatevi un giro tra gli uffici e chiedete se il sindaco Incalza è uno stupido come si dice in giro o invece sa fare l’amministratore”.
"Iniziai questa esperienza dicendo che volevo cambiare il modo di fare politica. A me piacerebbe avere al mio fianco persone che si impegnano come me e collaborano per andare avanti e raggiungere l’obiettivo che dovrebbe essere di tutti, maggioranza e opposizione: il bene della città. Non è giusto che solo per posizione politiche definire l’avversario un inetto. Sono sempre stato pronto a modificare eventuale errori e sarei uno stupido se non raccogliessi i contributi positivi da qualunque parte essi provengono”. “Non sono un accentratore e mi fido di tutti i miei collaboratori che, però, mi devono delle risposte; a volte mi trovo nelle condizioni di doverli sollecitare. I problemi della città non li conosco solo io ma anche gli avversari politici perché sono stati per tanti anni al governo della città; li conoscono anche i cittadini che spesso li vogliono ignorare per dare priorità ai loro problemi”.
Il sindaco Incalza a questo punto dice basta ed invita i cittadini a verificare di persona quanto sta facendo per il bene della città. E, al posto delle sterili polemiche, ribadisce la preferenza per un confronto diretto, “peraltro richiesto ripetutamente in sede consiliare e realizzabile con modalità condivisibili che non siano solo ed esclusivamente di contrapposizione per principio o a mezzo stampa”.
Conclude: “Mesagne ha bisogno di un rilancio economico, politico, sociale e, forse, non sarò io l’autore di tutto questo, ma, statene certi, ci proverò con tutte le mie forze. Non è la poltrona ad interessarmi, anzi vi dirò che quella del mio studio è alquanto scomoda, però mi è stato affidato un mandato ed intendo portarlo a termine. Chi spera nelle mie dimissioni subito, prima che possa dimostrare la verità delle mie parole, si metta l’anima in pace e se davvero ritiene questa amministrazione inefficace agisca di conseguenza”.
posted by segreteria Dc @ 9.55  
lunedì 17 agosto 2009
DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO POLITICO GIUSEPPE PIZZA
Roma li, 13 agosto ’09

La Sentenza del TAR Lazio, che esclude i crediti formativi provenienti dalla frequenza dell’ora di religione ai fini del punteggio scolastico e pertanto anche la partecipazione degli stessi insegnanti agli scrutini dei consigli di classe, per la Democrazia Cristiana, risulta discriminatoria e pretestuosa.
Circa il 90% degli studenti e delle famiglie ha scelto e sceglie l’ora di religione, giacchè l’antropologia cristiana non è un orpello culturale ma parte integrante della cultura italiana, e specificità strutturale della nostra identità nazionale.
La fonte del diritto deve essere sempre incarnata sul principio inviolabile della dignità della persona umana e dei suoi naturali ed incomprimibili diritti, tra cui : le istanze della propria coscienza religiosa, sancite tra l’altro dalla nostra carta costituzionale, e che una sentenza anti identitaria, di stampo laicista e tardo illuminista, non può assolutamente relegare nell’ambito della sfera privata o addirittura annullare in nome di una astrattezza giuridica. La Democrazia Cristiana plaude pertanto all’iniziativa del Ministro della Pubblica Istruzione, On. Maria Stella Gelmini, di impugnare tale ideologica sentenza innanzi al Consiglio di Stato, richiamando la ben diversa concezione di laicità dello Stato contenuta in diverse e recenti Sentenze della Corte Costituzionale.
posted by segreteria Dc @ 10.14  
giovedì 6 agosto 2009
L’Udc diventa Partito della nazione e cancella lo scudo crociato
Da "il Giornale" del 4 agosto 2009



Parlavano di «nuovi arrivi» nell’Udc, di bipartitismo e bipolarismo fallito, di «progetto nuovo». E hanno buttato lì che «lo scudo crociato potrebbe lasciare il simbolo dell’Udc che diventerà Partito della nazione». E che gli aggettivi cristiano e cattolico non li usano più perché «possono irritare qualcuno» e perché «in fondo nel partito ci sono già i liberali di Ferdinando Adornato». Di più, che il «decalogo», intendendo con ciò i Dieci comandamenti, in fondo è solo l’insieme «dei valori della morale naturale, che sta a monte del Cristianesimo e che tutti condividono». E che «è stato un errore storico fare la Democrazia cristiana perché in nome del Cristianesimo abbiamo visto fare molte brutte cose. Era meglio continuare a chiamarsi Partito popolare». Parole pronunciate non da un iscritto qualsiasi, ma da Vincenzo Lorenzelli, presidente della costituente nazionale del partito di Pierferdinando Casini, alla presenza di Rosario Monteleone, coordinatore ligure. L’appuntamento era per presentare nuovi arrivi nel partito. Dal deputato ex Pdl Gabriella Mondello e dal coordinatore provinciale genovese Pdl Giovanni Boitano, agli ex consiglieri comunali e municipali del Pd genovese Gian Lorenzo Bruni, Umberto Lo Grasso, Marco Bulgarelli e Francesco Munizzi. Inevitabile, visti i nuovi scenari cui sembra guardare un partito che finora ha cercato in tutti i modi di presentarsi come espressione del centrismo cattolico, portando in tribunale (e perdendo) la battaglia per fregiarsi dello stemma storico della Dc, concentrarsi sulla collocazione dell’Udc. Ed è in questa occasione che Vincenzo Lorenzelli rispolvera un’immagine più «morale» possibile: «Saremo come una brava ragazza che aspetta l’uomo che le farà da marito, uno e uno solo. Se non arriva, preferirà rimanere zitella». In effetti non ha detto «pura e immacolata».
posted by segreteria Dc @ 10.02  
domenica 2 agosto 2009
Dopo la verifica di maggioranza la DC rilancia la sua azione
La verifica di maggioranza è ormai archiviata e nonostante qualche affanno di troppo abbiamo una nuova giunta a cui non possiamo che augurare le “stesse fortune” di quella uscente, lo diciamo con convinzione in quanto confortati dalle dichiarazioni del Sindaco che in più occasioni ha affermato che era assolutamente soddisfatto del lavoro svolto dai suoi precedenti assessori. I problemi che hanno reso necessario un rimpasto sembrano, dunque, essere altri. Si è parlato di incomprensioni all’interno della giunta, di mancanza di collegialità, di sovraesposizioni mediatiche di alcuni assessori rei di aver lavorato troppo e bene, ma di non aver adempiuto a tutti i passaggi farraginosi soliti di normali procedure amministrative.
I grandi saggi hanno dovuto mettersi al lavoro per cercare una soluzione e trovare qualche vittima sacrificale visti i malcontenti che agitavano politici e lobby pubbliche e private. Il sacrificio doveva avvenire per Pasqua, come nella migliore tradizione cristiana, ma qualcosa è andato storto. I saggi hanno così dovuto ripiegare sul un piano alternativo.
A prevalere dunque è stato il partito della conservazione, il partito dei “vecchi”, ma irriducibili, notabili cittadini, consiglieri fedeli delle massime istituzioni, poco inclini a cedere il passo a giovani capaci ed intraprendenti considerati da questi arrivisti e “poco..educati” probabilmente ad un modo di fare politica vecchio e scellerato, e cioè la politica del compromesso, una politica un po’ pusillanime capace solo di accontentare qualcuno ai danni degli interessi della collettività, mortificando anche gli impegni programmatici condivisi con le forze politiche ad inizio legislatura.
Noi riteniamo anche inusuale il modo con cui si è proceduto a questa verifica; si è trattato semplicemente di una “piacevole chiacchierata” fra il Sindaco e le forze politiche, ma abbiamo modo di ritenere che il piatto era stato preparato e pronto ad essere servito già dal Marzo u.s.; stava per scompaginare i piani dei fedeli consiglieri del RE, il sorprendente MPA, partito cresciuto a dismisura negli ultimi tre mesi, non in termini di consensi popolari, ma in termini di rappresentanza consiliare, però grazie a notti consigliere tutto si è come dire…aggiustato!
Una inutile ed imbarazzante passerella, dunque, quella delle consultazioni, che ha avuto il suo triste epilogo nella riunione del 20 luglio dove abbiamo assistito alla rumorosa disapprovazione della giunta partorita in “piena autonomia” dal Sindaco da parte di tre consiglieri ribelli e che ha visto Incalza insieme ai suoi “affezionati consiglieri” decretare l’inevitabile fine del centro destra ed indicare, quale strada maestra, quella delle dimissioni. In quell’occasione noi esprimemmo le nostre perplessità sulle scelte politiche che avevano portato alla formazione di quella giunta bi-colore, ma fummo solidali nel condividere le inevitabili conseguenze delle dimissioni controfirmando anche un documento che andava in quella direzione. Il resto è storia risaputa. Si è rinunciato alla dignità invocando l’interesse prevalente del paese che non doveva cadere in mano al commissario, ma nella sostanza si è data cittadinanza ad interessi particolari di formazioni politiche che non hanno nemmeno lottato per conquistare lo storico risultato della vittoria del centro-destra.
In quella tornata elettorale invece la Democrazia Cristiana era presente con i suoi uomini, con le sue donne, ed Il suo determinante consenso e il suo impegno a sostenere il sindaco incalza furono giustamente premiati con la partecipazione in giunta. Il partito da quel momento è cresciuto fino a divenire, visti i risultati provinciali, il secondo partito della maggioranza, nonostante ciò esso è stato penalizzato da veti incrociati e strani giochi di potere. Una brutta pagina, dunque, un momento di degrado morale ed intellettuale della nostra vita politica cittadina che sentiamo il dovere di denunciare; constatiamo con amarezza che i consigli comunali sono diventati da un anno a questa parte veri e propri palcoscenici teatrali, in cui vi è stato tanto spazio per le offese, per le illazioni, per le performance cabarettistiche di alcuni estrosi consiglieri e poco spazio invece per prendere decisioni che riguardavano gli interessi dei cittadini. Non possiamo sottacere che nell’ultimo consiglio comunale ci si è permessi di offendere formazioni politiche senza che le stesse abbiano avuto la possibilità di difendersi, come le esternazioni vili fatte dal consigliere P. Molfetta contro il nostro partito, definito da questi, contenitore vuoto, partito della transumanza, ed altro ancora; non vogliamo soffermarci sulla povertà intellettuale di simili dichiarazioni ma ci preme sottolineare come le stesse abbiano offeso non solo i nostri dirigenti e soci, ma anche e soprattutto quei numerosi cittadini che credono nel nostro progetto e che hanno espresso la loro fiducia attraverso lo strumento più alto della democrazia e cioè il voto; in questo delicato passaggio politico siamo rimasti da soli a difendere le nostre posizioni, qualche “fedele” e più forte alleato è stato distratto, probabilmente dalla solenne festività cittadina, poco male, perché, più importante, è stato sentire vicino la nostra gente sempre pronta a sostenerci, tutto ciò ci carica anche in prospettiva futura dove sarà opportuno fare molta attenzione nel valutare le nostre prossime scelte! Cogliamo l’occasione anche per inviare un messaggio ai nostri soci, simpatizzanti ed elettori che la Democrazia Cristiana non starà alla finestra, incomincia una nuova stagione nella quale, all’interno di questa maggioranza, saremo in prima linea per proporre nostre iniziative, pronti a sostenere il programma che abbiamo da sempre condiviso con le altre forze di centro-destra ma attenti e vigili affinché gli interessi prevalenti dei cittadini siano sempre difesi e tutelati.
posted by segreteria Dc @ 0.01  
venerdì 24 luglio 2009
SCOMPARE GIUSEPPE ALESSI, IDEATORE DEL SIMBOLO SCUDOCROCIATO
DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO POLITICO DC GIUSEPPE PIZZA

Scompare con Giuseppe Alessi una delle figure politiche più rappresentative di quel popolarismo sturziano che ha contribuito con una visione rigorosa, lucida ed esemplare alla costruzione dell’Italia repubblicana.
Lui, che ha iniziato la carriera politica con Sturzo nel 1919, era un emblema e un simbolo vivente di quei valori cattolici ed etici che hanno contraddistinto il movimento popolare prima e successivamente la Democrazia cristiana, a cui dedicò il suo incondizionato impegno politico.
Siciliano, rimasto sempre profondamente legato alle radici della sua terra, da primo presidente della Regione Sicilia, da parlamentare, da dirigente politico, da avvocato ha ispirato tutta la sua vita politica, professionale e umana al progresso civile e morale dell’Italia che non ha mai disgiunto da quello della sua amata Sicilia.
Fu infatti tra i primi propugnatori dell’autonomia siciliana, inscritta nei binari costituzionali di quel “suo” statuto siciliano, da lui definito “patrimonio etico dei siciliani”.
Contrario ad un separatismo sterile, rivendicava un’autonomia fatta di unità e una unità fatta di autonomia.
L’Italia intera rende oggi onore ad un suo grande figlio che ha saputo rappresentare al meglio la politica come servizio, come fonte di trasmissione di principi e valori inalienabili sui quali far crescere una regione ed un’intera nazione.

I principi e i valori rappresentati dallo statista Giuseppe Alessi devono essere indicati alle giovani generazioni come gli unici strumenti, ancora oggi validi, per un mondo che vuole crescere nell’unione, nel dialogo e nel rispetto delle diverse identità.
posted by segreteria Dc @ 9.19  
martedì 30 giugno 2009
Replica alle dichiarazioni di A.Poci leader MPA
Dalla lettura di alcune considerazioni espresse dal Avv. A.Poci, apparse sulla stampa, all’interno di una sua analisi sul recente voto amministrativo e sulla situazione politica cittadina, ci preme sottolineare alcuni aspetti che probabilmente sfuggono al neo responsabile dell’MPA e che vogliamo qui rappresentare per poter esprimere, democraticamente, il nostro punto di vista. Partiamo da una importante premessa: La Democrazia Cristiana è una formazione politica che fa parte di questa maggioranza con convinzione e che fin d’ora ha svolto il suo ruolo con lealtà e responsabilità, cercando di dare il proprio contributo di idee anche con critica costruttiva laddove si è presentata la necessità.
Nelle ultime consultazioni comunali le formazioni politiche della coalizione che sostenevano il Sindaco Incalza erano sei e la DC rappresentava la quarta forza di governo. In ordine di consensi avevamo il PDL, Mesagne Incalza, Progetto Mesagne, DC, Nuovo PSI, LA Destra.
In relazione al fondamentale contributo del nostro partito per la vittoria del centro-destra, anche se non si fu premiati con l’elezione del consigliere comunale, problema questo che non ci vide figli unici, il Sindaco, nel formare la squadra di governo, ritenne di seguire una linea di condotta che premiava le forze che avevano contribuito alla sua elezione quindi anche la DC.
Alla luce di queste considerazioni noi riteniamo che sia giunto il momento di difendere sia la nostra dignità che la nostra rappresentatività politica anche per dar conto al nostro elettorato, che dalle ultime elezioni provinciali è risultato in consistente crescita. Riteniamo, infatti, che è politicamente scorretto sostenere che la DC non debba essere rappresentata in giunta poiché non ha rappresentanza consigliare, non risponde a verità che il numero degli amministratori in quota al nostro partito è di due Assessori visto che Magrì, è stato candidato come indipendente nelle file della DC, mentre in giunta è espressione del gruppo misto. Risponde invece a verità, che alcuni consiglieri comunali, aderendo a richieste di visibilità politica di alcuni professionisti locali, hanno cambiato casacca confluendo in formazioni politiche che non si sono presentate alle elezioni dello scorso anno, tradendo il patto con i propri elettori, e pretendendo anche di gestire la cosa pubblica, meritandolo, non attraverso il consenso popolare ma mediante una “strana cooptazione istituzionale”.
Noi riteniamo che la annunciata verifica di governo da parte del Sindaco, sia un atto di responsabilità, un momento di riflessione, un momento per verificare lo stato dell’arte e per rilanciare l’azione di governo. Non si possono accettare ultimatum o velate minacce di disimpegno al solo scopo di far prevalere interessi di singoli o privati contro gli interessi pubblici. I cittadini sono stanchi di queste diatribe di Palazzo e alla prima favorevole occasione ci punirebbero inesorabilmente. Da parte nostra affronteremo questo passaggio con estrema serenità, forti anche del rinnovato consenso popolare che in politica è il vero ed autentico strumento di verifica, convinti di essersi impegnati per ben lavorare, e di aver cercato di rappresentare degnamente gli esclusivi interessi della nostra comunità.
posted by segreteria Dc @ 19.20  
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